Frontiers – Ai Confini dell’Inferno
Xavier Gens
SCENEGGIATURA:
Xavier Gens
ATTORI:
Karina Testa
Aurélien Wiik
Patrick Ligardes
David Saracino
Maud Forget
Samuel Le Bihan
Jean-Pierre Jorris
Estelle Lefébure
FOTOGRAFIA:
Laurent Bares
MUSICHE:
Jean-Pierre Taieb
PRODUZIONE:
Europa Corp.
PAESE:
Svizzera, Francia 2007
DURATA:
108 Min
Avete presente Dal tramonto all'alba? In quel film di fantastico c'è la sceneggiatura divisa perfettamente in 2: la prima una sorta di film d'azione, con 2 gangster in fuga da chiunque; la seconda un horror movie in piena serie B. E' una cosa che se non si è preparati spiazza, ma è davvero, davvero piacevole...
E' proprio questa la sensazione che ho provato vedendo Frontiers.
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La Trama: Durante le rivolte delle banlieus parigine, un gruppo di rapinatori tenta la fuga dalla città in fiamme. Costretti a dividersi i nostri 4 giovani protagonisti si danno appuntamento in una locanda scalcinata e isolata nei pressi della frontiera con il Lussemburgo, di proprietà di alcuni bifolchi locali. Le cose si complicano quando i proprietari della locanda si dimostrano essere molto, troppo, accoglienti!
I Primi quindici minuti di Frontiers sono da noir contemporaneo, troppo, visto le immagini di repertorio dei famosi tafferugli di Parigi: Poliziotti che sparano ad altezza uomo, bombe molotov e cinque banlieusards in fuga da Sarajevocittà. Poi, l’horror più assurdo Ecco a voi il nouveau horror francese come accaduto già con Martyrs e A' L'Interieur...
Appena una mano salta a causa di una pistolettata si intuisce la svolta del film, proprio come accade in Dal tramonto all'alba con la mano bucata di Tarantino. Il vero film è iniziato: tendini d'Achille troncati di netto, proiettili in testa, ragazzi bruciati vivi dentro un forno industriale, ganci usati con maestrizia ,e ancora accette, seghe circolari, il tutto avviene lontano dal vespaio che è in quel momento Parigi, nel silenzio delle zone di confine. E quando finalmente appare il patriarca di questa nuova famiglia di degenerati il delirio si è già impossessato della trama, l'arzillo nonnetto è un fottuto nazista del cazzo!
Questo è Frontiers, coi suoi difetti di riprese a volte un po' instabili, di fotografia notturna curata quasi zero, con una storia che non appassiona più di tanto; solo l'idea della famiglia patriarcale nazista riesce a dare un po' di brio. Ma il meglio del film è chiaramente altro: l'atto del taglio, il momento dell'amputazione, l'attimo hard, gore; è questo che vuole mettere in scena il regista, il puro semplice splatter, e cercare di farlo anche bene. Ci è riuscito, è tutto abbastanza credibile, e quello che non lo è comunque non stona.
Gli attori sembrano tirati fuori dalle comparse de L'odio; in effetti anche la prima parte di Frontiers può ricordare il bellissimo film con Vincent Cassel... ma con meno poesia.
Il contesto socio-culturale che fa da contorno alla storia ha fatto storcere il naso a molti: un horror che cerca di raccontare anche gli orrori più quatidiani in stile documentaristico è sembrato pretestuoso, ma è certo che se un regista vuole fare velleità politiche... allora dovrebbe pensarci meglio prima di inserire neo-nazisti cannibali tra i personaggi di un film.... E chi vuol far politica nei film difficilmente è in grado di girare una scena tutta al femminile con sparatoria stile western dove 3 cowgirl , di cui una ricoperta di sangue, novella Carrie lo sguardo di satana, si sfidano a fucilate, il tutto coi giusti rallenty, il giusto accompagnamento musicale aulico, e almeno una lingua strappata via da una bocca. Non è politica, lungi dall'esserlo, è solo la rappresentazione umana nelle sue sfaccettature più grottesche.
Tutto questo per dire che non credo alla prova da regista impegnato che vuol raccontare anche la realtà, ma apprezzo un film dell'orrore che tenta di non essere solo un calderone gore.
Ok, non ci riesce a pieno, la storia è praticamente inesistente, i personaggi non hanno background ben definiti (come ancora una volta quelli da L'odio), una Parigi in fiamme risulta solo una buona scusa per dei titoli di testa apprezzabili, e per poter lasciare una città che pare sull'orlo del declino ma che in realtà dona sicurezza, perchè c'è tanta gente, perchè la polizia vigila, perchè i problemi più grandi da affrontare sono di ordine pubblico; lassù verso il confine non c'è salvezza invece, non c'è rumore, e nemmeno una logica per scatenare disordini, c'è solo follia.
A chi può piacere: Ai nostalgici della "razza". Agli amanti delle famiglie degenerate, ai puristi dello splatter. Può interessare a chi segue con attenzione il nuovo cinema horror francese. A tutti quelli che si divertono ad indovinare come morirà il prossimo personaggio. A chi piace Parigi nei film (ma qui si vede poco).
Orario di visione migliore: Mattina o pomeriggio. Non è un film impegnato o troppo difficile da seguire, quindi consumabile senza la paura di rovinarsi la serata.
Riguardabilità: Medio-bassa. non c'è una storia entusiasmante e le scene che davvero meritano sono solo 2 (sparatoria "cowgirl" e padre nazista che fa discorsi sulla razza). Non prima di 7 o 8 mesi.
Per i fumatori: I primi 15, 20 minuti sono fatti per essere fumati, sono un po' noiosi, ma per il resto la voglia di nicotina sarà ben ripagata da galloni di sangue.
Per i romantici: Ci sarebbero due parentesi rosa in Frontiers; il problema è la loro superficialità, soprattutto il legame amoroso tra 2 dei nostri protagonisti "buoni". Un po' più curata invece la storia tra 2 personaggi cattivi, entrambi completamente assuefatti alla famiglia nazista ed ai suoi metodi, entrambi però capaci di gesti d'affetto bambineschi e delicati.
Pause facebook: Potete concedervi qualche pausa nei primi 15 minuti del film; poi gli eventi grotteschi e splatter attireranno la vostra attenzione.
Voto:
Gore!
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