Diary of the Dead – Le Cronache dei Morti Viventi
George A. Romero
SCENEGGIATURA:
George A. Romero
FOTOGRAFIA
Adam Swica
MONTAGGIO:
Michael Doherty
MUSICHE:
Norman Orenstein
ATTORI:
Michelle Morgan
Joshua Close
Shawn Roberts
Amy Lalonde
Joe Dinicol
Scott Wentworth
Phillip Riccio
Tatiana Maslany
PRODUZIONE:
Artfire Films
Romero-Grunwald Productions
PAESE:
USA - 2007
DURATA:
95 MIN
Questa sera che l'inverno sembra già esausto, dopo che ieri è stato il gelo dell'esistenza, quest'oggi che boh, mi andrebbero novità inaspettate ma il già vissuto dà sicurezza, stasera che bevo rum delle Antille a 6,90 Euro la bottiglia da Superconti (ma si trova a meno)... beh stasera torniamo alle origini, alle storie che mi hanno, e forse vi hanno, fatto amare il genere horror! Per avere certezze in un giorno che preannuncia un periodo di cambiamenti, gli zombie fanno al caso nostro.
Quanti anni sono passati da La notte de morti viventi? Tanti, troppi, era il '68.... e non a caso... fu l'anno dei grandi cambiamenti nel cinema horrror: uscivano in quell'anno Rosemary's baby, e oltrepassando il genere, Il pianeta delle scimmie, C'era una volta il West, 2001 Odissea nello spazio, ma anche La Via Lattea, Teorema: ognuno di questi film, nel suo genere, ha cambiato il presente dell'horror (e della fantascienza, o del western, del surrealismo) che oggi possiamo apprezzare. Che periodo magnifico. La gente si uccideva per le strade in nome di un ideale che solo romanticamente (e quindi a posteriori e corrotto dal tempo) possiamo apprezzare. Per la prima volta, il concetto di zombie, veniva spostato dalla dimensione voodoo, in cui persone controllano persone morte ( tipo Ho camminato con uno Zombie, o White Zombie), a quella biblica: un giorno i morti cammineranno sulla terra; e il giorno in questione, naturalmente, è quello del giudizio. Beh forse questo concetto non fu esplicato proprio in quell'anno, ma già dal successivo Zombi (con patrocinio e produzione di Dario Argento), il concetto del caos inspiegabile, dell'anomalia religiosa, fu presa in considerazione: un giorno, quando l'inferno sarà al completo, i morti cammineranno sulla Terra: da quel periodo in poi inizieranno gli zombiemovie! Questa è una lista sommaria:
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La Trama: Un gruppo di studenti di cinema, si reca nei boschi della Pennsylvania per girare un film horror a basso costo. Nel bel mezzo delle riprese i notiziari di tutto il mondo iniziano a raccontare che i morti stanno tornando in vita, e sono pericolosi! I giovani cineasti si accorgeranno ben presto che la tv non mentiva, e in fuga verso casa saranno costretti a lottare per la vita; il tutto ripreso e documentato dalle loro telecamere.
No, la lista non è esaustiva (ed alcuni dei film citati ci rientrano giusto di striscio); ma la cinematografia mondiale ne contiene 3, 4 volte tanti; abbiamo citato i più famosi. Ed è interessante vedere come anche l'Italia abbia contribuito in modo professionale all'immaginifico dei morti che camminano: Zeder (splendido), Zombi 2 (incredibilmente curato), Zombi holocaust, ne sono un esempio da imitare anche, e soprattutto, a livello stilistico... originali.
E' vero, molti registi, quelli che a tutti gli effetti si possono considerare autori, cioè non meri esecutori di un plot, hanno sempre, nelle loro corde, un tema ricorrente. Romero, che geniaccio, non è da meno. Lui fa parte della vecchia guardia statunitense: insieme a Hooper, Carpenter, Craven e Raimi, crea, nell'arco di un decennio, il new horror americano. Questa la filmografia di George Romero:
Lo zombie è la parabola del moderno. E' l'attore sociale che un giorno si accorge di recitare, è un ritorno agli impulsi e alle necessità. Spogliati del nostro nome, del nostro ruolo nella vita quotidiana... cosa, cosa siamo... un corpo che si muove in cerca di cibo... e di socialità.. disperatamente di considerazione.
Non contano più i beni materiali come soldi e possedimenti, ma solo il dinoccolato avvicinarsi ad un oggetto del desiderio primordiale, il cibo... la compagnia... l'affetto altrui.
E la ricerca continua dell'affetto avviene anche nei sopravvissuti umani; una razza in estinzione a causa di una forza incontrollabile, un virus sconosciuto alla scienza: se la scienza soccombe il cittadino è perduto. Quale è il problema principale con i non morti? La comunicabilità... cosa puoi promettere loro per poterli fermare? Nel bel Fido l'unica cosa che sembra umanizzarli è l'amore, l'amore vero non ipocrita... ma questa è un'altra storia.
Telecamerine, immagini mosse, amatorialità... è ancora la notte, la stessa notte de La notte dei morti viventi, solo che vediamo quello che accade da un'altra parte, non seguiamo l'eroina bionda del '68 ma un gruppo di amici/studenti; è anche metacinema, anzi direi quasi metareality, visto che la pellicola che noi vediamo è costruita con il materiale che i ragazzi girano nel film come fosse un documentario sull'eccezionale avvenimento.
La trama di tutta la serie sui morti viventi di Romero, è sempre stata la parte meno curata, ma non è un difetto bensì una scelta; è il piacere di concentrarsi su un avvenimento straordinario ben preciso, gli zombie camminano tra noi, ci uccidono, stanno, nemmeno troppo lentamente, distruggendo la società dalle fondamenta. E le persone fuggono, fuggono tutte e Romero le insegue, una volta una ragazza in una casa all'apparenza vuota, un'altra un gruppo di sopravvissuti barricati in un supermarket o organizzati in un piccolo esercito sotterraneo; più debole risulta invece La terra dei morti viventi, e il motivo è proprio la trama, più strutturata, con più personaggi complessi che hanno un'evoluzione nell'arco del film; in poche parole i morti viventi diventano un contorno anzichè il protagonista.
Carina la scelta di utilizzare appassionati di cinema come protagonisti, telecamere sempre pronte a documentare il momento più buio dell'umanità. Eppure non è una genialata dell'ultimo momento: The Blair witch project, Rec, Cloverfield, e credo anche il recente Quarantena, tutti queste pellicole puntano sull'amatorialità del prodotto che unito all'eccezionalità dell'evento ne aumenta il fascino e infonde la paura del verosimile. Ma non dimentichiamoci Cannibal Holocaust, diretto da Ruggero Deodato nel 1979. Alla sua uscita nel 1980 suscitò non poche polemiche per il realismo di alcune scene, tanto da essere anche accusato di essere uno snuff movie e il regista denunciato. Insomma, spacciare per vero quello che accade sullo schermo aiuta nell'immedesimazione. Non a caso si cerca la via del reale con il 3D, o sono più ricercati i porno amatoriali piuttosto che produzioni confezionate e patinate.
Non è un capolavoro Diary of the Dead, la trilogia iniziale degli zombie ha detto tutto quello che c'era da dire, poi milioni di registi in tutto il mondo hanno messo in scena i non morti in tutte le salse, e in ogni zona del mondo, Messico, Danimarca, Australia, ovunque. Sembra quindi che Romero ultimamente ricicli il suo gioiello in modo troppo industriale, perdendo di sicuro in fascino eppur rimanendo sempre un grande evento cinematografico per i fan sfegatati. Tecnicamente non ha difetti, è bello credere di vedere un documento originale, spiare i momenti intimi di ragazzi che cercano di fuggire l'orrore; eppure il tentativo di costruire qualcosa di più con i personaggi e con la storia , genera in realtà un po' di noia; da un survival-horror infondo ci si aspetta molta più azione e meno parole.
A chi può piacere: A chi non sa stare senza zombie. Ai fanatici di Romero. Ai nostalgici del '68. A chi piacciono i film in stile documentario. A chi piacciono i survival-horror. A chi adora il senso di apocalisse nell'aria.
Orario di visione migliore: Notte fonda: cerchiamo l'immedesimazione nei personaggi e nell'atmosfera.
Riguardabilità: Media. I film con gli zombie di solito hanno una riguardabilità molto alta per via delle scene cruenti molto godibili, e della trama semplice semplice che scorre come l'acqua.2 o 3 mesi.
Per i fumatori: Vai di sigaretta: almeno 5, ma un paio sono di noia
Per i romantici: Qualche impiccio amoroso, di poco conto, non serve parlerne.
Pause facebook: Non è un film fresco e genuino come i precedenti di Romero; lo stesso La terra dei morti viventi denota una patina da fiction che mal si addice ai capolavori dell'horror.
Voto:
Riciclato! Ma ci sono gli zombie.
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