Avatar
James Cameron
SCENEGGIATURA:
James Cameron
ATTORI:
Sam Worthington
Sigourney Weaver
Giovanni Ribisi
Michelle Rodriguez
Zoe Saldana
Joel David Moore
Laz Alonz
Wes Studi
Stephen Lang
Peter Mensah
FOTOGRAFIA:
Mauro Fiore
MONTAGGIO:
John Refoua
Stephen E. Rivkin
MUSICHE:
James Horner
PRODUZIONE:
Twentieth Century-Fox
Lightstorm Entertainment
Giant Studios Inc.
PAESE:
USA 2009
DURATA:
166 MIN
In uno stupido mercoledì sera, mentre pioviccica, e la tua scarpa destra preferita risulta essere bucata (ma questo già lo sai perchè te ne accorgi ogni qual volta piove), e mentre cammini stancamente verso casa, potrebbe venirti uno strano desiderio; prima nello stomaco, mentre pensi che la tua ragazza ti ha lasciato per l'ennesima e probabilmente ultima (ahimè) volta; poi dietro i bulbi oculari appena sotto l'arcata sopraccigliare, tanto che i tuoi occhi si inarcano verso l'alto cercando di ripararsi all'interno: è semplice voglia di normalità...
Poi passi vicino ad una mamma e la sua bambina, senza vergogna: "La mia farfallina la faccio toccare solo a lei" e la mamma di mondo: "Eh lo so, anche tu hai ragione"... Come anche tu hai ragione? Ma nemmeno a 12 anni può scegliere?! Beh, se la voglia di normalità vi riprende anche dopo una parentesi endoscopica, fuggite dalla voglia di rientrare subito a casa, girate l'angolo appena vedete un'insegna che dica bar, baretto, pub, qui se beve; fermatevi per un drink, perchè tornando a casa potreste ritrovarvi a vedere Avatar. Sì, quello di Cameron. Dice che c'è pure Sigourney Weaver. In 2D!
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La Trama: Jake Sully, un ex Marine costretto sulla sedia a rotelle è stato inviato all'avamposto umano del pianeta Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale capace di risolvere la crisi energetica sulla Terra. Il Programma Avatar è stato creato perchè l'atmosfera di Pandora è tossica: grazie ad una macchina gli umani collegano le loro coscienze ad un corpo organico, ibrido genetico tra DNA umano e DNA dei nativi del pianeta, i Na’vi.
Grazie al suo avatar, Jake può camminare nuovamente e gli viene affidata la missione di infiltrarsi tra i Na'vi che si oppongono all'estrazione del prezioso minerale. Ma poi una femmina Na'vi, Neytiri, si incontra e si scontra con lui.
Ecco, lo sapevo... Cameron prima ci fa un robot che può anche essere uomo con Terminator, poi un amore che non può essere annegato con Titanic ed ora uno in carrozzella che può anche correre in Avatar. E' così, è il suo stile un po' profetico e borioso, come volesse dire "Ecco, io, Cameron, punto in alto, trasformo i robot in uomini, dono l'amore eterno e faccio camminare i paralitici". Ed oltretutto ci metto solo 15 anni.
Tecnicamente non c'è nulla da dire, ma lungi dal farci prendere dall'ansia per la corsa all'industrializzazione, è la storia ad essere un po' fiacca e purtroppo non appassiona. Bellissima l'idea del surrogato che prende il posto, anche se comandato, di una persona, ma sinceramente preferisco il risvolto che quest'idea ha preso ne Il mondo dei replicanti con Bruce Willis.
In Avatar non c'è profondità dei personaggi, non ne conosciamo il background. Cavolo! Sei in carrozzina e non ci racconti tutte le sofferenze e le frustrazioni!? Il protagonista rimane superficiale, così come i marine che non riescono a rappresentare il male assoluto da odiare, ma non danno giustificazioni adeguate che diano anche a loro le ragioni per prendere le armi.
I Na'vi risultano solo una tribù indiana blu, senza spessore, senza epicità; ci prova, Cameron, in qualche occasione a rendere gli autoctoni affascinanti, ci fa vedere qualche loro usanza, il rapporto che hanno con alcuni animali di Pandora, ma nulla più.
Di certo Avatar non è il grande western di fantascienza come nelle intenzioni, e mi ha insegnato che se mai dovessi andare su un pianeta che non sia la Terra, voglio andarci per combattere senza motivo insetti giganti, non per salticchiare con le scimmiette marine. Ora, vi giuro che nella mia immaginazione erano identici.
Le bestie, tutte, hanno questa texture petroliosa addosso... tipo una guaina. Ma il loro design organico è davvero bello, simil cavalli, simil draghi, simil lucciole con tanto di foglia rotante luminosa che ruota.
Ma la jungla come ambientazione non convince. Se avessi voglia di vedere animaletti antropomorfi che saltano per le liane mi vedrei Il pianeta delle scimmie. Ma nemmeno quello con Charlton Heston, bensì il remake pacchianissimo di Tim Burton.
L'ultimo dei Mohicani è un film epico, Django è un western davvero brutale, Straship Troopers è un grande film western di fantascienza.
Nemmeno l'idea dell'infiltrato che poi si affeziona al nuovo mondo è nuova e ce lo insegnano film anche molto vecchi come Le Iene.
Non vedo disperazione nei bei visi modellati degli omoni blu, gli occhi, stranamente, non sono lo specchio di nulla perchè non hanno anima. E forse è per questo che la recitazione degli attori umani si è dovuta adeguare ad una tale piattezza espressiva per non distogliere l'attenzione del pubblico dal vero protagonista del film, il super 3D che tanto ha fatto penare Cameron.
A chi può piacere: Agli idolatri di Cameron. Ai facinorosi della tecnologia nel cinema. Agli amanti delle scimmiette marine. A chi vuole passare una serata senza troppi pensieri. A chi ha bisogno di materiale cinematografico da conversazione spicciola. A chi piace il colore blu. A chi adora il 3D (la recensione però si basa purtroppo sulla versione 2D del film).
Orario di visione migliore: Decisamente la sera, meglio se con amici; il film è lungo, iniziate presto a vederlo oppure addio serata.
Riguardabilità: Medio-alta. Avatar rimane un gran prodotto dell'industria americana, sistematico e corretto nella sua produzione ed a tratti molto bello da vedere. Nell'arco di qualche settimana potrebbe venirvi la voglia di particolari.
Per i fumatori: Una sigaretta per quasi tutte le scene alla base marine, sono talmente piatte che ci si annoia. Una bella sigaretta dopo lo scontro finale ci sta tutta per iniziare le chiacchiere tra amici. 4 paglie in tutto.
Per i romantici: Poteva essere una grande storia d'amore quella tra Jake e Neytiri, una storia complicata, sofferta, impossibile. Ma è vuota, senza passione, se vi piacciono le storie d'amore tra umani e alieni allora molto meglio Le ragazze della terra sono facili.
Pause facebook: Se siete con amici come vi consiglio le pause arriveranno da sole tra chiacchiere e battute. Da soli, quando la trama si fa verbosa, aprite pure il computer, tanto l'attenzione dovrà essere rivolta solo alle scene d'azione.
Voto:
Capolavoro. 15 anni fa.
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